venerdì 13 giugno 2008

Operazione trasparenza.

Operazione Trasparenza.
E’ quella avviata con merito dal Governo, su pressing autorevole del ministro Renato Brunetta, non a caso in testa ai gradimenti dei cittadini in queste prime settimane di attività. Ci voleva proprio. Dal sito del ministero (clicca sul titolo: Operazione Trasparenza) è possibile, ad esempio, controllare tutte le consulenze affidate ad esterni (professionisti o società) per lo svolgimento delle funzioni istituzionali. Non è certo una novità che le consulenza siano una pratica delle pubbliche amministrazioni, anche quando se ne potrebbe benissimo fare a meno, ma certo è una novità importante che il singolo cittadino possa aprire il file e controllare a chi vengono assegnate questi benedetti incarichi. E’ l’avvio di una rivoluzione “trasparenza” della pubblica amministrazione? Io me lo auguro. Per intanto: forza ministro Brunetta, non abbia timore, la stragrande parte dei cittadini italiani la stanno osservando con attenzione e con entusiasmo. La missione appare impossibile ma già nella storia Davide…

2 commenti:

Enrico ha detto...

Spriamo di invertire la tendenza che chi è assunto negli organi pubblici deve necessariamente non fare nulla...
Provvedimento necessario: complimenti a Brunetta che finalmente ha avuto il coraggio di fare una riforma che potrebbe renderlo "impopolare"(agli occhi di con ha voglia di lavorare....)

Giuseppe E. ha detto...

Innanzi tutto complimenti per il suo blog, finalmente anche “noi della bassa” possiamo far sentire la nostra voce!

Vengo al merito del suo post. Reputo che le decisioni del Ministro Brunetta vadano finalmente nella giusta direzione: è sacrosanto che i cittadini possano conoscere l’operato dei propri dipendenti e in che modo viene speso il denaro pubblico.
La vera sfida, però, sarà riuscire a trovare gli strumenti per valorizzare, finalmente, chi merita e punire chi concepisce l’incarico pubblico come mezzo per avere uno stipendio alla fine del mese senza muovere un dito. E’ una questione sollevata più volte ed ormai largamente condivisa, ma certamente di non semplice risoluzione: un dirigente pubblico non sempre valuta l’operato dei dipendenti in ragione della produttività, ma si basa su altri fattori quali rapporti personali, convenienze politiche, ecc….
In questo senso è emblematico il mondo della scuola, dove i dirigenti scolastici (quasi sempre di tendenze sinistrorse) non sono sempre adeguati a dare valutazioni sull’operato della classe docente.
Se il governo riuscirà finalmente a trovare criteri il più possibile oggettivi per valutare i dipendenti pubblici e a premiare il merito, otterrà due grandi risultati: i lavoratori pubblici che svolgono il loro lavoro con impegno e dedizione usciranno finalmente dal perenne stato di frustrazione e demotivazione in cui li costringe l’attuale situazione; nel contempo l’efficienza della pubblica amministrazione ne risentirà positivamente.
Si tratta di sfide davvero ardue, perché riguardano problemi strutturali del sistema Paese. Sono problemi che non si risolvono in un giorno e nemmeno in un anno, ma richiedono interventi lunghi e complessi per cambiare mentalità all’intero sistema . La scelta del Ministro Brunetta può e deve essere un segnale di un cambiamento di tendenza, di un nuovo modo di vedere la pubblica amministrazione da parte dello Stato centrale.
Lei ha ragione dott. Maccari, è una sfida davvero ardua, contro una delle tante patologie di cui soffre l’Italia. Lei la paragona alla sfida di Davide contro Golia: di sicuro Brunetta è sufficientemente basso per impersonare Davide, non ci resta che sperare che sappia usare la fionda e abbia una buona mira!