lunedì 15 dicembre 2008

La Russa, una garanzia per i valori di noi, popolo di An

La visita del ministro La Russa è un simbolo importante per noi mantovani di Alleanza Nazionale.
L’abbiamo accolto con grande orgoglio, ieri, al nostro consueto pranzo degli auguri di Natale, l’occasione che ci vede riuniti come popolo mantovano di An e che, quest’anno, ha assunto anche un significato diverso, se vogliamo anche una punta nostalgica. L’ingresso nel partito unitario del Pdl è, ormai alle porte. Si chiude un capitolo, se ne apre un altro. Ma - è importante ricordarlo – si tratta di due capitoli dello stesso libro, della medesima storia.
Il mio ultimo intervento all’appuntamento augurale delle festività di Natale era stato in parte critico. Volevo esprimere il malumore per una scelta forzata, per l’aut aut di Berlusconi che imponeva l’ingresso nel Popolo della libertà. Non era una critica al progetto, quello di unire le forze del Centrodestra italiano per dargli nuovo slancio, ma a quella che pareva una forzatura priva dei necessari tempi di dialogo e confronto. Guardando indietro, oggi, a quel che è venuto dopo bisogna dire, però, che il successivo percorso verso il Pdl è stato ricco di un confronto ampio e profondo, così come del giusto avvicinamento sui grandi temi e sui valori che ci contraddistinguono. Una fusione non “a freddo” ma preparata accuratamente. Oggi possiamo dirlo: nei fatti, nella mentalità dei nostri elettori, il Popolo della libertà è già una realtà.
Ecco perché sono – e con me tanti amici di Alleanza Nazionale a Mantova – particolarmente orgoglioso che, quest’anno, con noi ci fosse proprio Ignazio La Russa, che, oltre ad essere un ottimo ministro, come reggente nazionale di An è colui che più ha creduto nel partito unitario e, soprattutto, in un partito unitario che garantisca la permanenza forte dei valori che permeano il popolo di Alleanza Nazionale da tanti anni e che sono diventati, ormai, il motivo per cui tanti elettori ci garantiscono la loro fiducia. La nostra non è sempre stata una storia facile. Ricordo gli anni dei miei primi passi in politica, gli anni Settanta. Ricordo i momenti difficili in cui siamo stati sottoposti a critiche. Ma oggi, come ha detto bene, ieri, La Russa “gli esami per noi sono finiti”. An ha dimostrato di essere un grande partito capace di intercettare il volere della gente e il bene della nazione. Questo è il nostro scopo primario. E così continuiamo a fare anche ora che, da partito maturo quale siamo, ci apprestiamo ad entrare definitivamente in questa nuova avventura che è il partito unico del Popolo della libertà. Un passo richiesto proprio dagli elettori, dalla gente. Un passo, però, che sarà fatto sempre nel massimo rispetto della nostra storia e con il pieno mantenimento dei nostri valori. Oggi dobbiamo dimostrare che Alleanza Nazionale e Forza Italia, così come le altre forze che entreranno nel Pdl, non si uniranno secondo una somma algebrica, ma con la consapevolezza di un popolo che si è già unito nei fatti.

mercoledì 10 dicembre 2008

Giustizia: l’urgenza di una riforma

La cronaca degli ultimi giorni parla chiaro. La guerra tra le procure di Salerno e Catanzaro, che ha costretto anche il capo dello Stato Napolitano a intervenire per vederci chiaro, è un segnale forte. Al di là delle posizioni personali, è evidente l’urgenza di una riforma profonda e immediata del sistema giudiziario, che garantisca ai nostri magistrati una struttura solida all’interno della quale lavorare bene e serenamente. Allo stesso modo, una riforma che restituisca agli italiani la fiducia nel nostro sistema giudiziario. Mi auguro che le aperture manifestate in questo senso, negli ultimi giorni, da parte del Centrosinistra proseguano e si possa instaurare un dialogo proficuo finalizzato all’impianto di un’efficace riforma giudiziaria.

venerdì 5 dicembre 2008

Ora serve recuperare fiducia

La notizia più attesa è arrivata. La Bce taglia i tassi di riferimento di 0,75 punti base. Una riduzione record, di un’entità mai operata da quando esiste l’euro, che porta il costo del denaro al 2,50%. Ora mutui e prestiti saranno meno cari. A questo si aggiungono, in Italia, i provvedimenti già attivati a livello nazionale e regionale: il decreto legge anti-crisi del Governo e il pacchetto di iniziative della Regione Lombardia (fondo per le famiglie, aiuti alla maternità, sostegno al pagamento dei mutui, ecc.). Ma quale sarà, nella pratica della vita quotidiana dei cittadini italiani, il riflesso di questi importanti interventi, che promettono di ridare respiro all’economia italiana?
Innanzitutto, noi amministratori dobbiamo essere consapevoli che, in periodo di crisi, mettere mano al portafogli è fondamentale ma non è tutto. L’altro passo da compiere è quello di riuscire a restituire fiducia agli italiani nel sistema economico nazionale; quella fiducia che, oggi, per paura, è indubbiamente a livelli molto bassi. Si nota una nuova e più profonda percezione del rischio a tutti i livelli del sistema economico: dalle famiglie che non consumano, ai piccoli commercianti e agli imprenditori che non investono. Questo sentimento di sfiducia e di timore è certamente, insieme agli interventi concreti a sostegno di queste categorie economiche, la priorità di cui dobbiamo occuparci.

giovedì 4 dicembre 2008

Una gran figuraccia

L’Europa dà ragione al Governo e mette, finalmente, la parola ‘fine’ sul vergognoso caso Sky. Per giorni, con la crisi economica che avanza, le Borse che vanno a singhiozzo, le imprese sempre più in difficoltà e le famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese, si è dovuto dibattere sulla questione ‘vitale’ (l’ironia è d’obbligo): Sky: Iva al 10% o Iva al 20%.
L’Europa ha parlato e lo ha fatto forte e chiaro: l’operato del Governo italiano è stato corretto ed è andato incontro proprio a una specifica dell’Ue per garantire eguali condizioni a tutte le pay tv e armonizzarne l’importo dell’Imposta sul Valore Aggiunto. La pay tv non è, di certo, un bene indispensabile. Anzi, si può definire, senza paura di sbagliare, un bene accessorio. Sky, pur con tutto il rispetto per questo importante contenitore di intrattenimento, informazione e cultura, apprezzato da tanti italiani, non merita un ‘trattamento speciale’. “Condizioni uguali per tutti”, come ha detto Bruxelles. Sembrano affermazioni talmente ovvie che la plateale difesa senza quartiere di Sky operata, negli ultimi giorni, da parte del Centrosinistra, non può essere giustificata con il timore di un conflitto d’interessi del premier. Visto che Berlusconi non ha chiesto condizioni più favorevoli per Mediaset, ma, al contrario, ha semplicemente risposto ad un banale principio di uguaglianza. La scusa del Centrosinistra proprio non regge. E alla luce delle ultime affermazioni venute da Bruxelles non si può parlare d’altro che di “una figuraccia enorme”, come ha affermato giustamente il nostro premier.
In un periodo così complesso per gli italiani, che hanno ben altre priorità nella loro vita che guardare la tv, non sarebbe stato meglio ragionare su altri e più urgenti temi? Le questioni su cui concentrarsi seriamente le nostre energie e – perché no? – su cui vogliamo sentire anche l’opinione della sinistra sono ben altre. Con questa inutile querelle, invece, Veltroni & co. hanno dimostrato che, forse, chi persegue fini personalistici sono proprio loro.