mercoledì 4 giugno 2008

Nuovo clima politico

Dalla fine della campagna elettorale ad oggi non c’è stato un solo giorno che non abbia incontrato tanti amici e simpatizzanti del nascituro partito del Popolo della Libertà. Incontri nei quali emerge forte e chiara la volontà di rappresentare in pieno ed al meglio questo nuovo corso della vita politica italiana. Sembra quasi che l’appellativo giornalistico di “seconda Repubblica” si addica più ora a questo momento storico che alla fase che fino ad ieri è intercorsa dall’avvio di “mani pulite”. C’è la sensazione forte in vasti e diffusi ambiti della vita sociale ed economica della nostra Patria che qualcosa d’importante sia partito e che soprattutto nessuno abbia l’intenzione o la possibilità di bloccarlo. In questi quindici anni la politica si è esercitata in miriadi di diagnosi sui mali dell’Italia, in tanti esercizi intellettuali, più o meno nobili, più o meno affascinanti ma certo accomunati, tutti, provenienti da Destra o da Sinistra, dalla tanto temibile, quanto italica applicazione della terapia inefficace. Allargare le braccia, prendersela con il sistema ineluttabilmente legato a burocrazia e pantano amministrativo hanno fornito i tratti del pensiero dell’italiano medio, intento comunque a produrre, fare, a volte galleggiare, convinto che la miglior politica per le nostre latitudini sia sempre la non politica. In questa percezione collettiva e diffusa, sono passati inosservati anche i migliori tentativi di invertire la rotta, di applicare riforme efficaci, di rilanciare competitività. C’era sempre un alone d’incredulità, misto a pessimismo che appannava il profilo di qualsivoglia mini o maxi riforma. Il “no” ed il “contro” hanno rappresentato, comunque, il fronte più numeroso, più popolare. Tutto questo, oggi, è in frantumi. C’è effervescenza positiva e propositiva, in un clima nuovo che non solo le elezioni hanno favorito, ma certo anche l’atteggiamento dei due principali schieramenti. E’ la tensione dell’”ultima chiamata”, che i cittadini assegnano alla politica per tradurre, qui e subito, in atti concreti le risposte ai bisogni che oggi sono certo più radicali di quindi anni fa. Ma la novità vera e più importante che ho rilevato è la voglia di raggiungere traguardi ambiziosi ed importanti passa attraverso il forte desiderio di tanti cittadini di guardare alla politica e al partito, con rinnovato entusiasmo, come mediatore di bisogni, come costruttore di proposte. Mi pare che l’adagio che in questi anni sociologi, politici e giornalisti hanno utilizzato di separare la società “civile” dalla politica sia divenuto inutilizzabile. Il futuro del PdL, e della nostra Patria, credo stia proprio qua. Se saprà includere saremo già a metà dell’opera.

3 commenti:

andrea ha detto...

Benissimo Carlo, anche se non era in discussione la tua attenzione a questa ns. terra è comunque importante dare voce a tutte le persone interessate a fare politica per il territorio..a dare voce a tutte queste persone che abbiamo visto entusiaste negli ultimi mesi....ritorna la voglia di confrontarsi e di risvegliare la ns. terra....perchè DALLA BASSA NON SI PASSA (è il grido di battaglia della squadra di volley di mia figlia...dà il clima e l'orgoglio della ns. gente).
Andrea

Lorenzo M. ha detto...

...analisi razionale ed "asettica" (non sarebbe potuto essere altrimenti.. dato l'analista..) della contingenza storica; vado dicendo dall'indomani del risultato elettorale, ad amici di tutte le estrazioni culturali, quanto fosse ormai IMPERATIVA la necessità di orientarsi al "pragmatismo", di abbandonare i "filo-sofismi" fini a loro stessi (sul quanto lo sia sempre e comunque....non a tutti è possibile ricordarlo...). Condivido appieno l'identificazione della VERA seconda Repubblica in quella odierna; tutto cio che c'e' stato da mani pulite ad "ieri" probabilmente gli storici un giorno lo catalogheranno alla stregua di "fase di transizione" caotica e priva di "weltanshauung". Sono infatti mutati solo oggi, è evidente, determinati equilibrii, rapporti (e non solo quelli di "produzione" di...altra memoria..)di carattere sociale, vi è inoltre una nuova consapevolezza legata senza dubbio alle "stringenze"... Si sono (positivamente) stemperati confini e limiti ideologici (almeno in buona parte degli ambienti civili); timidamente appare anche crescere il necessario, ora quanto mai, "senso di responsabilità".
Ecco, il troppe volte dimenticato "senso di responsabilità": individuale, civile, pubblico... quello che una certa diffusa "distorsione" (opportuna per qualcuno) del reale, ha relegato a lungo nell'angolo delle fastidiose "imposizioni" sulle quali glissare spensieratamente, avallati anche purtroppo da una "rappresentazione" mediatica del mondo e della vita "ipertrofiche" e surreali.
Tanto c'è ancora da produrre tuttavia in questo senso, e sopratutto nel cittadino,(il quale ha comunque dimostrato una sua lucidità decisionale....).
Saranno anni difficili forse (o anche senza forse..) e anni in cui saranno richieste capacità di messa in discussione/problematizzazione, quindi onestà intellettuale (svincolata dai meno ragionevoli eccessi di senso di apparteneza) e adesione ferma e decisa a basi valoriali al di sotto delle quali non si dovrà scendere.
In bocca al Lupo alla classe politica, all'amico Carlo e
buon Lavoro a tutti noi.
Lorenzo Morandini

Romina ha detto...

E finalmete oggi a 11 giorni dalla scadenza dell'ICI esce la Risoluzione 12, che chiarisce come comportarsi rispetto ai regolamenti comunali, per quei soggetti che ad esempio , vivono in case concesse in comodato ad uso gratuito dai familiari.
E noi......anche quest'anno, di nuovo siamo qui in ufficio fino a tarda sera per riuscire a rispettare le scadenze, visto che fino ad oggi nessuno ci ha detto come eseguire il nostro lavoro.
L'Italia è ferita, e il sangue sgorga da tutte le parti.Quando guardo Samuele, 11 anni affetto da leucemia linfoplastica, so che non mi serve una sintassi perfetta per dirgli che non importa se gli hanno appena amputato una gamba; ciò che conta è riuscire a vincere la sua malattia. In silenzio, con razionalizzazione ed equilibrio,con COSTANZA e duro ALLENAMENTO, senza farsi prendere dalle emozioni, il mio corpo parla al suo senza bisogno di parole,ma con i gesti, gli sguardi, i massaggi, la PRASSIA. Ecco cosa serve a un malato.....non si può pensare di guarirlo ancora prima che sia guarito, raccontandogli delle favole....Dateci dentro politici non politici.Siamo all'ultima chiamata. E' vero l'aria che tira è diversa, ma serve costanza, lavoro e duro allenamento.E se potete ricordate che l' essere pragmatici non esclude per forza l'essere idealisti. Solo chi ci crede davvero, ce la può fare, in silenzio, a piccoli passi, ......buona notte Carlo.E grazie di avermi insegnato tutto questo.A me è servito soprattutto per vivere, a piccoli passi, in punta di piedi.