Intercettazioni telefoniche ed affini. Cautela.Il tema delle intercettazioni telefoniche ha visto la presa di posizione netta e decisa del presidente Berlusconi. Come spesso gli capita, ha usato toni perentori rispetto ad una riforma drastica e nettamente riduttiva delle potestà del magistrato sull’applicazione delle intercettazioni telefoniche: si vorrebbero solo in caso d’indagini sulla mafia e sul terrorismo. E pene severe a coloro che ne rivelassero a mezzo stampa i contenuti. Cautela su questo tema, a mio avviso. Al bando gli sprechi, lotta ai teoremi preconfezionati da certa magistratura, lotta allo spreco, forte difesa della privacy, non possono pensare minimamente di rendere la lotta al crimine più debole. E se le intercettazioni servono, si facciano. Però, poi, chi sbaglia, chi abusa, paghi. E’ impensabile che ogni giorno si apprendano di colloqui privati di nessuna rilevanza penale in prima pagina dei principali quotidiani. Ma per colpire questo scempio non possiamo buttare a mare uno strumento indispensabile per colpire il malaffare.
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3 commenti:
Sono d'accordo sul fatto che la regolamentazione delle intercettazioni telefoniche vada affrontata con la giusta cautela, ma penso anche che sia una questione non più procastinabile. L'Italia ha urgenza di introdurre regole chiare e precise che normino una materia che troppo spesso è finita alla mercè di chiunque, non solo per una questione di lotta allo spreco di denaro pubblico (in Italia si effettuano più intercettazioni che negli USA) ma anche per garantire il rispetto di diritti fondamentali. E' necessario poi che anche i quotidiani si attrezzino e si comportino in maniera più responsabile nei confronti di un tema simile, magari votandosi ad un giornalismo più alto e meno tendente al pettegolezzo.
Infine, è arrivato il momento di sancire, con la dovuta trasparenza ma altrettanta fermezza, il principio per cui anche la magistratura può sbagliare e quando ciò succede, come per chiunque altro, è giusto che il responsabile paghi una pena commisurata al danno inflitto.
Una regolamentazione sulle intercettazioni è ormai necessaria.Non è possibile continuare a utilizzare tale strumento per vizi e sfizi di vari (noti)magistrati. Serve necessariamente una regolamentazione che permetta l'intercettazione in determinati casi e per presunti reati,con alle spalle un determinato bagaglio di prove. Ps:come mai i magistrati non rendono note le intercettazioni fatte a Fassino e D'Alema??
Un tempo, non molto lontano , si insegnava ai bambini come comportarsi con il mondo che li circondava. Si insegnava loro quello che si poteva dire e quello che si doveva tacere per rispettare le persone e quello che facevano. Ora sembra che ci vogliano solo delle norme, delle regole anche per le azioni più semplici. Avremo bisogno dei regolamenti sempre in mano che ci dicano cosa è bene fare. Credo che dobbiamo gurdare al futoro dei nostri futuri adulti con una prospettiva diversa. Intanto prendiamo e puniamo bene chi si comporta male.
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