L’Europa dà ragione al Governo e mette, finalmente, la parola ‘fine’ sul vergognoso caso Sky. Per giorni, con la crisi economica che avanza, le Borse che vanno a singhiozzo, le imprese sempre più in difficoltà e le famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese, si è dovuto dibattere sulla questione ‘vitale’ (l’ironia è d’obbligo): Sky: Iva al 10% o Iva al 20%.
L’Europa ha parlato e lo ha fatto forte e chiaro: l’operato del Governo italiano è stato corretto ed è andato incontro proprio a una specifica dell’Ue per garantire eguali condizioni a tutte le pay tv e armonizzarne l’importo dell’Imposta sul Valore Aggiunto. La pay tv non è, di certo, un bene indispensabile. Anzi, si può definire, senza paura di sbagliare, un bene accessorio. Sky, pur con tutto il rispetto per questo importante contenitore di intrattenimento, informazione e cultura, apprezzato da tanti italiani, non merita un ‘trattamento speciale’. “Condizioni uguali per tutti”, come ha detto Bruxelles. Sembrano affermazioni talmente ovvie che la plateale difesa senza quartiere di Sky operata, negli ultimi giorni, da parte del Centrosinistra, non può essere giustificata con il timore di un conflitto d’interessi del premier. Visto che Berlusconi non ha chiesto condizioni più favorevoli per Mediaset, ma, al contrario, ha semplicemente risposto ad un banale principio di uguaglianza. La scusa del Centrosinistra proprio non regge. E alla luce delle ultime affermazioni venute da Bruxelles non si può parlare d’altro che di “una figuraccia enorme”, come ha affermato giustamente il nostro premier.
In un periodo così complesso per gli italiani, che hanno ben altre priorità nella loro vita che guardare la tv, non sarebbe stato meglio ragionare su altri e più urgenti temi? Le questioni su cui concentrarsi seriamente le nostre energie e – perché no? – su cui vogliamo sentire anche l’opinione della sinistra sono ben altre. Con questa inutile querelle, invece, Veltroni & co. hanno dimostrato che, forse, chi persegue fini personalistici sono proprio loro.
L’Europa ha parlato e lo ha fatto forte e chiaro: l’operato del Governo italiano è stato corretto ed è andato incontro proprio a una specifica dell’Ue per garantire eguali condizioni a tutte le pay tv e armonizzarne l’importo dell’Imposta sul Valore Aggiunto. La pay tv non è, di certo, un bene indispensabile. Anzi, si può definire, senza paura di sbagliare, un bene accessorio. Sky, pur con tutto il rispetto per questo importante contenitore di intrattenimento, informazione e cultura, apprezzato da tanti italiani, non merita un ‘trattamento speciale’. “Condizioni uguali per tutti”, come ha detto Bruxelles. Sembrano affermazioni talmente ovvie che la plateale difesa senza quartiere di Sky operata, negli ultimi giorni, da parte del Centrosinistra, non può essere giustificata con il timore di un conflitto d’interessi del premier. Visto che Berlusconi non ha chiesto condizioni più favorevoli per Mediaset, ma, al contrario, ha semplicemente risposto ad un banale principio di uguaglianza. La scusa del Centrosinistra proprio non regge. E alla luce delle ultime affermazioni venute da Bruxelles non si può parlare d’altro che di “una figuraccia enorme”, come ha affermato giustamente il nostro premier.
In un periodo così complesso per gli italiani, che hanno ben altre priorità nella loro vita che guardare la tv, non sarebbe stato meglio ragionare su altri e più urgenti temi? Le questioni su cui concentrarsi seriamente le nostre energie e – perché no? – su cui vogliamo sentire anche l’opinione della sinistra sono ben altre. Con questa inutile querelle, invece, Veltroni & co. hanno dimostrato che, forse, chi persegue fini personalistici sono proprio loro.
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